Infanzia e adolescenza

  • GENITORIALITÀ
    Essere genitori, consapevoli del proprio ruolo, responsabili della crescita educativa ed affettiva dei figli, comporta necessariamente attraversare momenti di difficoltà che talvolta necessitano di supporto e condivisione.
    A volte il ruolo genitoriale è reso particolarmente arduo da situazioni che complicano il rapporto genitori-figli. I momenti difficili potrebbero riguardare fasi di “transizione dei figli” come la crescita, il passaggio da una scuola all’altra, le difficoltà scolastiche, i conflitti adolescenziali oppure situazioni che investono l’intero nucleo familiare come ad esempio la separazione dei genitori.
    In molti casi il confronto con altri genitori, con i propri familiari o con gli insegnanti permette di superare il momento critico, in altri però le difficoltà si accumulano e la coppia genitoriale sente che le risorse a disposizione non sono più sufficienti.
    Chiedere una consulenza psicologica offre uno spazio di confronto psicoeducativo sulle difficoltà nella gestione dei figli e fornisce strategie e strumenti concreti per promuovere un cambiamento.
    Il sostegno alla genitorialità rafforza le competenze genitoriali, permette ai genitori di acquisire nuove modalità di stare nella relazione con i propri figli, accompagna in un percorso, non solo informativo ma di supporto, sostegno emotivo e di crescita come famiglia e come individui.
  • INFANZIA
    Durante l’infanzia si sviluppano capacità cognitive, affettive, emotive e relazionali che saranno struttura di base dell’identità dell’adulto di domani. Ad ogni fase di sviluppo il bambino sperimenta, ottiene successi, sbaglia ed impara dagli errori, costruisce nel tempo un idea di sé sempre più autonoma e competente.
    Il percorso di crescita può essere reso difficoltoso da momenti o eventi vissuti come destabilizzanti quali ad esempio la nascita di un fratello/sorella, l’inserimento scolastico, un cambiamento in famiglia, ecc … Spesso queste situazioni vengono affrontate e superate con il solo sostegno della famiglia altre volte però possono generare stati di malessere più pervasivi.
    È importante osservare il comportamento dei propri figli per capire se qualcosa non va; infatti non essendo in grado di verbalizzare o parlare del proprio disagio, i bambini lo comunicano attraverso altri tipi di segnali. Possono ad esempio iniziare a soffrire di paure immotivate, diventare aggressivi, isolarsi, dormire male, non riuscire a addormentarsi, avere incubi ricorrenti, mangiare poco o in maniera smodata, stare fisicamente male (cefalee, vomito, mal di pancia) senza che ci sia un reale riscontro di malattia. Tutti questi sono comportamenti a cui occorre prestare attenzione.
    Parlarne e rivolgersi ad uno psicologo vuol dire muovere un primo passo per accogliere il malessere del proprio bambino e sarà occasione per diminuire i comportamenti disfunzionali ed aiutarlo a superare il momento di difficoltà che sta attraversando.
    Lo psicologo/psicoterapeuta lavora in stretta collaborazione con la famiglia e, ove ce ne sia bisogno, con la scuola. Tale collaborazione è fondamentale e necessaria, perché ogni disagio è collegato anche all’ambiente in cui il bambino vive e al modo in cui l’ambiente reagisce ai suoi problemi.
    È dunque fondamentale aiutare i genitori a comprendere da dove nascono le difficoltà dei propri figli, che significato abbiano e quali risorse devono essere utilizzate e messe in campo per risolverle.
  • ADOLESCENZA
    L’adolescenza è un periodo tra i più belli ma anche complessi della nostra vita. In questa fase di transizione confluiscono diversi cambiamenti del corpo e della mente, vengono effettuate le prime scelte importanti sul futuro, nascono amicizie, primi amori, inizia il processo di “separazione” dal nucleo familiare.
    È un momento in cui i dubbi su sé stessi, gli interrogativi sulla propria identità, l’insoddisfazione per il proprio corpo, le tensioni con i genitori e con gli amici sono vissuti come dentro un amplificatore. Questo comporta vivere stati di confusione ed incertezza normali e fisiologici, tuttavia talvolta possono complicarsi e generare un vero e proprio stato di ansia o inquietudine, più o meno esplicitato.
    Per questo è importante dare spazio agli adolescenti, ascoltarli, interessarsi ai loro pensieri ed emozioni e quando ci si rende conto che i vissuti sono eccessivamente dolorosi non aver timore di chiedere un aiuto esterno.
    L’adolescente raramente riesce a tradurre ciò che gli sta accadendo arrivando a chiedere l’aiuto di uno psicologo, quando ciò accade è importante aiutarlo a trovare quello spazio elaborativo.
    Il colloquio psicologico può essere occasione concreta per il ragazzo/a per trovare un luogo personale e intimo dove raccontarsi, esprimere problemi e difficoltà e capire il proprio mondo interno con l’aiuto di un adulto competente ed esterno alle dinamiche familiari.


 

Apprendimento e scuola

Molti studenti nel corso della loro carriera scolastica si trovano ad affrontare degli insuccessi, questi se continui e prolungati nel tempo possono divenire causa di frustrazione, demotivazione ed abbandono scolastico. È necessario quindi intervenire in modo tempestivo e fornire un sostegno emotivo e strategico a bambini/ragazzi che affrontano queste difficoltà.
Le più recenti ricerche dimostrano che due sono i fattori favorevoli al successo scolastico: la motivazione ad apprendere e l’adozione di un buon metodo di studio!
Motivare allo studio vuol dire porre attenzione alle emozioni, convinzioni ed attribuzioni dello studente in merito alle proprie capacità e competenze, cercando di modificare quelle credenze disfunzionali che possono essere un impedimento al successo scolastico.
Insegnare un metodo di studio efficace significa far conoscere ed educare all’uso di strategie che portino ad ottenere buoni risultati scolastici e maggiori competenze ed autonomie nello studio.
La motivazione ed un buon metodo di studio si influenzano reciprocamente ed influiscono positivamente sul successo e sul benessere scolastico.

  • CHI È IL TUTOR DELL’APPRENDIMENTO?
    Il tutor è un professionista esperto di processi cognitivi associati all’ apprendimento e di differenti metodologie didattiche. Il ruolo del tutor è quello di fornire allo studente un metodo e strategie individualizzate, tenendo conto dei suoi punti di forza e criticità, per sostenerlo negli intoppi del percorso scolastico. Per esempio può insegnare tecniche di studio iniziando col selezionare le informazioni importanti di un testo per poi elaborale attraverso uno mappa concettuale che sia di aiuto nella fase di memorizzazione. Ove necessario utilizza tecnologie informatiche (strumenti compensativi) di supporto allo studente.
    Il tutor valuta anche aspetti emotivi e motivazionali dello studente, per incoraggiarlo e sostenerlo, andando a modificare idee e pensieri disfunzionali.
    Gli incontri sono di solito a cadenza settimanale anche se può dipendere dalle necessità dello studente. I progetti di tutoraggio sono determinati nel tempo e vengono aggiornati sulla base delle tappe di sviluppo e autonomia raggiunti dal bambino/ragazzo.
Ritorna in alto