Il disturbo ossessivo compulsivo- parte seconda-

In clinica distinguiamo differenti tipi di pensieri ossessivi che si differenziano a seconda dei contenuti delle ossessioni e del manifestarsi o meno di rituali compulsivi. Nel sito vi è una classificazione quindi non mi dilungo in merito.

Come distinguere un abitudine da una compulsione?

La distinzione essenziale è il disagio percepito dalla persona, se questi pensieri e comportamenti sono eccessivamente frequenti (più di un’ora al giorno) e vanno a gravare sul lavoro, sulla vita affettiva- sociale e sul benessere allora potrebbe trattarsi di un disturbo ossessivo compulsivo.

Ad esempio, lavarsi le mani prima di mangiare è segno di buona abitudine e di una corretta igiene personale, tuttavia lavarsele più volte al giorno perché potrebbero essere piene di germi, disinfettarle, indossare guanti, evitare di toccare oggetti contaminanti come maniglie delle porte o denaro può essere indice di disturbo ossessivo compulsivo.

In conclusione, quando un comportamento normale e abitudinario diventa eccessivo è percepito come un urgenza e ci impedisce di svolgere altre attività del nostro quotidiano potrebbe trattarsi di disturbo ossessivo compulsivo.

Come distinguere il disturbo ossessivo compulsivo da altri disturbi?

– Rispetto all’ansia, le ossessioni riguardano pensieri più specifici , vissuti come estranei alla volontà del soggetto mentre le preoccupazioni dell’ansioso sono legate a diversi temi della vita quotidiana. Chi soffre d’ansia si preoccupa per esempio di temi quali salute, lavoro, figli mentre un pensiero ossessivo ha sempre lo stesso contenuto (paura di essere contaminati, disgusto dello sporco, ecc …)

– Rispetto all’ ipocondria, paura esagerata di soffrire di una malattia, chi ha pensieri ossessivi sulla propria salute mette in atto rituali collegati alla salute fisica che l’ipocondriaco non fa.

– Chi soffre di disturbo ossessivo compulsivo può presentare anche sintomi depressivi, umore triste e apatia, tuttavia chi è depresso ha pensieri negativi “ruminazione” con focus negativo sul passato e su di sé, mentre il pensiero ossessivo è un “rimuginio” sulle conseguenze future vissute come estranee dalla persona.

– Infine Chi è affetto da psicosi soffre spesso di paure che ritiene assolutamente reali mentre chi soffre di disturbo ossessivo compulsivo riconosce l’infondatezza dei suoi timori. Inoltre il pensiero psicotico è spesso più bizzarro accompagnato da deliri, allucinazioni e perdita del senso di realtà.